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About the Course

LGF HUB: tirocini generativi nasce dalla volontà di sperimentare un nuovo format di tirocinio curriculare, che superi l’impostazione tradizionale e individuale a favore di un modello partecipato e sistemico. L’intenzione è stata quella di creare un’esperienza concreta, genuina e immersiva, restituendo al tirocinio il suo ruolo originario e strategico: quello di primo contatto tra studenti e mondo del lavoro.

Il progetto prende forma all’interno della rete LGF, con il coinvolgimento attivo dei tre enti promotori – Amalgama ETS, Cripta747 e Wild Strawberries Lab – che, mettendo a sistema risorse e competenze, si sono impegnati nell’attivazione di un contesto di apprendimento dinamico, orientato alla comprensione del funzionamento del mondo del lavoro culturale. Il progetto ha portato all’attivazione congiunta di tre tirocini con un progetto formativo condiviso dalle associazioni, nel periodo tra novembre 2024 e marzo 2025.

La sperimentazione ha così gettato le basi per un modello replicabile, contribuendo in modo concreto alla costruzione di una comunità professionale più aperta e collaborativa.

Questo report racconta approcci, metodologie ed esiti di questa prima edizione, con l’intenzione di mostrare i principali risultati raggiunti, gli ostacoli incontrati, i punti di forza da valorizzare. Beneficiari


In quanto progetto pilota, l’iniziativa ha inizialmente rivolto la propria offerta formativa all’Università degli Studi di Torino (UniTo), con l’intento, già in fase progettuale, di estendere successivamente la platea dei beneficiari ad altri istituti di alta formazione – quali, a mero titolo di esempio, IAAD, IED, IUAV – e a tutti quei corsi di studio che si ritengono coerenti con il profilo formativo proposto.

Nello specifico, sono state attivate tre convenzioni – una per ciascun ente partner – con il Dipartimento di Scienze Umanistiche, grazie alla collaborazione con gli uffici del Job Placement (servizio universitario dedicato all’orientamento al lavoro e all’attivazione di tirocini). In particolare, si è instaurato un dialogo costruttivo con la dott.ssa Marina Merlino, referente del servizio, che ha reso possibile uno scambio proficuo sulle modalità più efficaci per attivare e strutturare la proposta formativa.

A seguito dell’approvazione del progetto formativo da parte del Job Placement, l’iniziativa è stata presentata a un’ampia selezione di Corsi di Laurea Magistrale del Dipartimento, individuati per la loro coerenza con i contenuti e gli obiettivi del tirocinio:


  • Filosofia

  • Comunicazione e Culture dei Media

  • Storia dell’Arte

  • Cultural Heritage and Creativity for Tourism and Territorial Development

  • CAM – Cinema, Arti della Scena, Musica e Media

  • Culture Moderne Comparate

  • Language Technologies and Digital Humanities


La proposta è stata accolta favorevolmente da tutti i Corsi individuati, ad eccezione di quello in Storia dell’Arte. Come chiarito dalla dott.ssa Marina Merlino nel corso di uno dei diversi colloqui intercorsi durante lo svolgimento del progetto, il Corso adotta un orientamento fortemente selettivo nella scelta delle sedi di tirocinio, privilegiando contesti istituzionali strettamente connessi alle discipline storico-artistiche. Tale impostazione rende meno compatibile l’inserimento all’interno del progetto pilota.



1.1 PARTENARIATO


La possibilità di attivare un tirocinio in collaborazione con più enti è subordinata al rispetto di alcuni criteri fondamentali, che concorrono alla costruzione di un’offerta formativa condivisa, coerente e ben strutturata.

A tal fine, si richiede che gli enti intenzionati a costituire un partenariato per l’attivazione di tirocini condividano almeno due dei seguenti requisiti:


  • ambiti di intervento simili

  • dimensioni e strutture organizzative analoghe

  • obiettivi comuni in termini di crescita ed esplorazione comuni


Le associazioni partner coinvolte nel progetto pilota condividono tutti e tre i criteri sopra indicati. Si tratta, infatti, di realtà culturali attive nei settori della produzione artistica e della formazione, accomunate inoltre dall’attività di progettazione culturale, riconosciuta quale strumento di finanziamento delle rispettive iniziative e punto di convergenza trasversale tra gli enti.


La progettazione culturale rappresenta dunque il minimo comune denominatore del partenariato e costituisce la base su cui si sviluppa l’offerta formativa condivisa. I tre enti coinvolti nel pilot hanno dimensioni contenute (ciascuno con meno di dieci collaboratori e/o dipendenti) e condividono modelli organizzativi simili, sia in termini di flussi operativi sia di modalità di lavoro. Inoltre, le associazioni – già accomunate dal percorso Linee Guida Formazione – condividono l’obiettivo di offrire percorsi formativi in ambito culturale e artistico, promuovendo al contempo la costruzione di reti e collaborazioni nel settore.

La scelta del numero di enti coinvolti nel partenariato deve tenere conto sia dei punti di forza sia delle possibili criticità legate alla condivisione del percorso. Se, da un lato, l’offerta formativa condivisa rappresenta un elemento di arricchimento – offrendo un’esperienza più completa e soddisfacente, favorendo lo scambio di competenze, ottimizzando le risorse e alleggerendo il carico sul tutor dell’ente ospitante – dall’altro è importante considerare che un numero elevato di partner comporta un aumento degli incontri congiunti (es. visiting e incontri peer-to-peer) e un allungamento dei tempi necessari per l’allineamento e il coordinamento interno. Questi elementi di complessità possono diventare ostacolanti nel caso in cui il partenariato superi i tre enti. Si raccomanda pertanto di valutare attentamente le eventuali criticità connesse a una rete ampia. Inoltre, nella scelta di aderire al progetto in partnership, è importante considerare che i tirocini devono essere avviati e conclusi indicativamente nello stesso periodo, per garantire il corretto svolgimento delle attività formative comuni, con particolare riferimento al lavoro di gruppo e alla restituzione di fine percorso, ossia il report creativo.



ENTI PARTNER


Amalgama valorizza linguaggi e processi creativi come fattori di innovazione sociale e culturale capaci di rispondere alle esigenze della comunità e del territorio. Dal 2018 progetta e realizza produzioni culturali, percorsi educativi e attività di formazione rivolte a giovani ed artisti, con un focus particolare sulla valorizzazione dei linguaggi artistici e creativi come elementi chiave per lo sviluppo del territorio e nel coinvolgimento delle nuove generazioni, in un’ottica partecipativa e professionalizzante.


Cripta747 è un’organizzazione non profit fondata a Torino nel 2008, dedicata alla ricerca, produzione e diffusione dell’arte contemporanea. Attraverso mostre, residenze, eventi e programmi educativi, offriamo ad artiste, curatori e ricercatori uno spazio per esplorare e sviluppare nuove forme e linguaggi, offrendo al pubblico una visione originale e inedita. Con un approccio inclusivo e stimolante, promuoviamo il coinvolgimento della comunità in tutte le fasi del nostro lavoro, incoraggiando il pensiero critico e la condivisione di conoscenze e competenze.


Wild Strawberries – Laboratorio per le Immagini in movimento è un’associazione culturale con sede a Torino dedicata alla progettazione culturale, alla produzione artistica ed esecutiva e alla formazione. La nostra missione è creare un’offerta culturale critica e ricercata che spazi tra il cinema, l’arte contemporanea e la narrazione crossmediale. Operiamo principalmente nel settore degli audiovisivi e ci impegniamo a promuovere la creatività e l’innovazione attraverso un ampio spettro di attività. Organizziamo conferenze, workshop, masterclass, tutoring, corsi collettivi, proiezioni, eventi culturali, residenze artistiche e progetti artistici e cinematografici.



2.1 PROCEDURA E FASI


L’offerta formativa proposta nell’ambito del progetto pilota è stata costruita in modo collegiale, attraverso una serie di fasi operative condivise tra i partner coinvolti.

In primo luogo, si è proceduto a un allineamento sulle attività ordinarie delle singole organizzazioni, al fine di comprendere appieno i contesti operativi in cui si sarebbero inseriti i tirocinanti. È seguita un’attenta individuazione degli strumenti teorici e pratici ritenuti centrali nella progettazione culturale, per delineare un percorso coerente con le finalità del progetto.


Ogni ente ha quindi proposto uno o più temi da approfondire, individuando relatori interni o esterni incaricati di condurre gli incontri, curati dal partenariato. In parallelo, è stata definita l’articolazione delle 150 ore di tirocinio, suddivise tra attività interne e momenti condivisi, distinguendo chiaramente tra componenti formative e operative. Infine, sono stati calendarizzati congiuntamente gli appuntamenti comuni e i visiting, in modo da inserire questi ultimi in corrispondenza di passaggi significativi nella programmazione degli enti ospitanti.

La formazione, coerentemente con l’impianto del progetto, si è articolata in due principali ambiti:


  • Formazione condivisa per i tutor (formazione per i formatori);

  • Formazione condivisa per i tirocinanti, così articolata:

    • attività pratiche presso l’ente di assegnazione (tirocinio standard);

    • moduli tematici su specifici ambiti della progettazione culturale (formazione 3x3);

    • momenti di approfondimento e conoscenza diretta delle realtà partner (visiting);

    • lavoro di gruppo finalizzato alla restituzione creativa dell’esperienza (report creativo).

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